Il nuovo standard wi-fi 802.11ax


Gli standard delle reti wi-fi si stanno lentamente evolvendo nel tempo, garantendo velocità di collegamento sempre più alte. Per essere universalmente diffusi, i nuovi standard devono essere approvati dal consorzio Wi-Fi Alliance, che da 17 anni sovrintende all’evoluzione del più popolare sistema di connessioni wireless al mondo. Gli standard via via approvati nel tempo sono stati il 802.11b (che per anni è stato l’unico standard di fatto), succeduto poi dagli standard 802.11g, 802.11n e, più recentemente, da 802.11ac.

EnGenius con i nuovi access point EWS357AP e EWS377AP è già pronta a portare questa nuova tecnologia nelle nostre aziende.

Cos’è il wi-fi 802.11ax?

Per comprendere meglio come funziona il nuovo 802.11ax bisogna fare un passo indietro e comprendere meglio come funziona l’attuale standard più veloce, il wi-fi 802.11ac. Quest’ultimo protocollo consente infatti di distribuire il segnale utilizzando fino a quattro flussi contemporaneamente (MIMO) aumentando così l’efficienza dello spettro di trasmissione e quindi anche la velocità effettiva di collegamento. Come lo standard 802.11n, il wi-fi 802.11ac funziona sulla banda 5 Ghz, notoriamente meno affollata di traffico e più ampia per avere un maggior numero di canali. Il nuovo standard 802.11ax permetterà di suddividere ogni singolo canale in diversi sottocanali, operanti ognuno ad una frequenza leggermente differente. Questa tecnica di ampliamento della banda è già conosciuta e impiegata con successo sulle reti mobili LTEe dovrebbe garantire, secondo Huawei, un aumento delle prestazioni teorico fino a 10 volte rispetto al precedente standard, ma più realisticamente di moltiplicare per quattro le prestazioni effettive delle connessioni.

Quanto sarà veloce effettivamente 802.11ax?

Considerata la complessità di funzionamento del nuovo standard è difficile ipotizzare il reale aumento prestazionale in condizioni reali, dove il segnale può incontrare ostacoli naturali e attenuarsi via via che aumenti la distanza dal router, ma l’obbiettivo finale è quello di garantire una velocità effettiva di 3.2 Gbps in condizioni ottimali (quindi in prossimità del router) per non scendere mai al di sotto di 1 Gbps quando la distanza dall’apparato aumenta.

Il raggio di azione e l’affidabilità della wi-fi 802.11ax

Non è ancora chiaro quanto sarà il raggio di azione dei futuri router 802.11ax e se saranno in grado di garantire la stessa copertura e affidabilità della più vecchia tecnologia 802.11ac. Certo è che EnGenius è al lavoro per implementare alcune funzionalità di ottimizzazione della banda in grado di ridurre le interferenze e aumentare quindi il raggio di azione (interference coordinatione intelligent spectrum allocation). Queste tecnologie, comunque, sono già presenti sugli access point di ultima generazione, ma saranno ulteriormente perfezionate per migliorare i futuri access point 802.11ax.
In ogni caso, è logico ipotizzare che la copertura del nuovo standard non sarà inferiore a quella garantita da 802.11ac e probabilmente sarà anche leggermente superiore. Un router wi-fi top di gamma di ultima generazione, come EnGenius EWS357AP, che sfrutta già queste caratteristiche di miglioramento del segnale, ha infatti dimostrato nelle prove di avere un’eccellente raggio di azione e affidabilità.

Abbiamo bisogno di tutta questa velocità?

Il problema principale delle reti wi-fi non è tanto la velocità teorica, quanto invece il congestionamento delle frequenze e, più nello specifico, quanto i dispositivi connessi sono effettivamente in grado di sfruttare al meglio la banda messa a disposizione. Per questo il consorzio Wi-fi Alliance sta lavorando insieme ai vari produttori per rilasciare sul mercato sistemi in grado di risolvere contemporaneamente anche i maggiori problemi di gestione dei canali e di affollamento delle frequenze.
Facendo due conti, il nuovo standard 802.11ax può garantire una velocità media di collegamento pari a 100 Mb/secondo che è molto di più ad esempio di quanto possa attualmente trasferire un hard disk o anche una memoria flash eMMC NAND, che viene impiegata su molti smartphone di ultima generazione. Cambia leggermente lo scenario se si utilizza, ad esempio, un disco SSD di ultima generazione, che forse può effettivamente trarre un vantaggio da questa ampiezza di banda.
Tuttavia considerare solo la capacità e velocità di memorizzazione di un dato sullo storage può essere riduttivo, perché non si considerano altri utilizzi di una rete wi-fi: ad esempio se vogliamo guardare un video in risoluzione 4K in streaming, avremo il massimo beneficio da una velocità di collegamento così alta. I grandi provider di contenuti, come Netflix, stanno lavorando per offrire nei prossimi anni anche lo streaming in 8K, per attrarre un numero sempre maggiori di utenti che effettivamente sembrano apprezzare l’elevatissima qualità dei video in alta risoluzione, sottraendo quindi pubblico ai più tradizionali servizi tramite satellite o digitale terrestre, certamente non in grado di gestire immagini a queste risoluzioni.
Il vero collo di bottiglia, però, non sarà la connessione wi-fi, bensì la banda di collegamento a Internet, la cui velocità non progredisce altrettanto rapidamente. Basti considerare il pauroso ritardo che l’Italia sta accumulando in questo senso, non investendo adeguatamente per migliorare la propria infrastruttura internet e rimanendo quindi indietro rispetto a molti paesi sviluppati.
Nel frattempo, però, la tecnologia wireless andrà avanti e vedremo le prime reti 802.11ax nel 2019: prima di questa data, però, un upgrade del vostro sistema wireless allo standard 802.11ac è quanto mai necessario.